Il diritto all’oblìo digitale, si può definire come la possibilità di controllare le proprie tracce e la propria vita (privata e pubblica) online.
Il diritto all’oblìo si esercita anche negando il consenso precedentemente dato, o di opporsi all’uso dei propri dati e si realizza in questi casi attraverso la cancellazione dei dati stessi.
Usando i blog, i profili social, le mail o i forum, si possono lasciare tracce. Commenti, testi, foto, video o altri documenti sono resi accessibili praticamente a chiunque.
Queste tracce possono essere anche involontarie: basti pensare ai cookie o alle ricerche effettuate sui motori di ricerca.
I contenuti raccolti sul web possono essere pubblicati anche senza il consenso delle persone interessate, comunque sempre senza l’intenzione di nuocere.
Diritto all’oblio digitale: soluzioni
E’ quindi utile trovare soluzioni che consentano di preservare la dignità delle persone e rispettare il diritto alla vita privata anche su Internet, senza con ciò ostacolare lo sviluppo delle nuove tecnologie.
Si possono fare richieste a livello tecnico, per mantenere il controllo effettivo sui propri dati. Infine, occorre chiedere agli amministratori del sito di eseguire una procedura online che ne permetta la rimozione.
Diritto all’oblio digitale: soluzioni giuridiche
Si possono difendere i propri diritti, nei casi in cui l’uso dei dati non sia giustificato da un motivo valido. Si può presentare anche un ricorso all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali e, come ultima soluzione rivolgersi al Tribunale.
Con la sentenza del 13 maggio 2014, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che i gestori dei motori di ricerca sono responsabili dell’uso dei dati personali sulle loro pagine web e devono, su richiesta e a determinate condizioni, rimuoverli.
Se credi di essere stato leso nella tua vita online, il nostro Studio, attraverso il proprio Team di avvocati ed esperti, potrà consigliarti le soluzioni per esercitare il tuo diritto all’oblìo digitale.
